Guardare l'obbiettivo (e/o in macchina) senza misura e discrezione rivela l'intenzione di padroneggiare la scena e una comunque inautenticità. Insopportabile in pornografia (quella seria, che esalta l'Eros, e non, come gran parte della stessa, lo umilia e lo squalifica) e nella cronaca del dolore.
Si sopporta la sublimità delle parole che supportano idee discutibili, se non odiose. Chi le scrive o le ha scritte lo si ammira, certo, continuando a detestarlo ( e a de_testarlo), distinguendo la forma dalla sostanza.
Esistono geni stronzi.
E anche geni sommamente coglioni.
