Il pensiero (quando c'è e non è, invece, partito preso e/o tifo ) di Destra è un tipico pensiero auto-smerdante. Esalta l'Uno che emerge dalla massa, implicitamente disprezzandola (la massa). Salvo osannarla (la massa) quando invoca all'unisono quell'Uno. Quando, cioè, è serva, prona, gregge, branco, perfetta antitesi dell'Uno.
È auto-smerdante, per esempio, quando una folla (una massa) di fascistoni energumeni si fa pigliare per il naso da un ragazzino quindicenne. Uno. Di sinistra. Per caso. Veh.
Lo si capisce l'imbarazzo degli amici (bella gente, in genere, come lei tra l'altro) della twittatrice col sopracciglio alzato. E figurarsi il suo (di lei) stato d'animo davanti alla, peraltro prevedibile, tempesta (di merda) perfetta.
Si può recriminare sulla anonima e distruttiva "violenza dei social". Anche se... Sorprendersi, se solo si dispone dei minimi strumenti intellettuali di analisi e di logica, no.
Quando ci si accorge di aver detto la cazzata sarebbe buona cosa emendarsi o almeno non perseverare. Gli amici sollecitare amichevolmente a farlo. E, gli stessi amici facilmente togliersi dall'imbarazzo evitando di non parlarne e/o di parlare strumentalmente e tartufescamente e pateticamente d'altro. Per fare un piccolo esempio di coinvolgimento del cuore in una questione di , addirittura, caratura internazionale, Albert Camus, a chi gli rimproverava un atteggiamento poco deciso sulla situazione algerina, limpidamente rispondeva che il suo giudizio morale su una così grande questione era inficiato da un infimo fatto personale: sua madre abitava li. Vabbè.