Eppure, in un tempo lontano, quando la rete era quella dei pescatori o degli uccellatori, che si fosse catalogati tra gli ultimi o penultimi, a sinistra si poteva contare su una qualche forma di, reale o meno, protezione. Anche ideologica, anche diversamente parrocchiale. La spesa alla Coop, l'assicurazione presso l'Unipol, le normali traversie lavorative (e non solo) presso il sindacato (Cgil, ovviamente), un punto di ascolto nella sezione del Partito (il PCI, che altro? ) e nelle altre casematte di gramsciana memoria ad esso collegate. Anche i "cattivi pensieri" che permeavano nella pancia delle grandi masse (sempre esistiti borborigmi melon-salviniani e fascistoidi in generale, ridicolo negarlo ) venivano elaborati e temperati dalla fedeltà dottrinale nella “Grande Chiesa".
Dice, inevitabilmente tutto doveva dissolversi in un approdo verso una laica coscienza e verso una responsabilità più individuale. Libere le masse dal peso della ammuffita ideologia e soprattutto liberi i dirigenti e capetti e funzionari, partendo dalle comode posizioni che il Partito e i suoi satelliti avevano loro concesso, di prendere il largo verso più personali orizzonti.
Si sa, le frustrazioni dei burocrati quando liberate dagli obblighi della decenza delle regole, spesso sfociano nel delirio di onnipotenza proprio della scoperta libertà.
Con gli esiti prevedibili che sappiamo.
Questo, per sommi capi, è avvenuto.
Meravigliarsi che le masse (quelle!) abbandonate alle loro difficoltà, si rivolgano a chi offre loro ascolto e protezione (poco importa se strumentali e spesso indecenti e spesso fascistoidi) significa ignorare di quale forma e di quale sostanza sia fatta quella cosa misteriosa che, a sinistra, continuiamo a chiamare Politica.
Amen.
ps. Scritto nel 2018. torna ora più che mai d’attualità nei nostri tristi tempi di #covid19 dove i disagio degli ultimi trova nuovi alimenti e una mediazione tra Potere e bisogni (non solo economici) è più che mai latitante.
Per dire, la CGIL ha (avrebbe) mezzi, strutture, personale (basti pensare al potenziale di volontariato che potrebbe mobilitare tra i suoi iscritti pensionati) per dare un senso al suo ruolo e, di più, alla sua Storia, reggendo dignitosamente un confronto con la Caritas, per dire.
Per dire, appunto.






