Da Linkiesta: «Il turismo? Non c’entra più col viaggiare, è solo masturbazione»
In effetti difficile non concordare. Il problema si pone ogni volta che la massa riesce ad accedere a cose, luoghi, beni, valori e consumi in genere, che fino a ieri erano riservati a pochi fortunati e colti il necessario, che se li potevano permettere.
La massa di zotici bisonti che tutto travolge ed occupa senza averne le minime basi per comprendere quello che guarda e a cui assiste. Peggio ancora se pretende fruirne senza servirsi di negozi e servizi di gran lusso. Non solo i poveri rompono i coglioni. Li rompono ancora di più uscendone dalla loro, evidentemente meritata, povertà.
Ma non lo vede, signova mia, che ci invadono centri stovici, musei, scalinate, fontane, piazze e vicoli e i nostvi luoghi fichi, questi povevacci di tuvisti gnovantoni e spavagnini puve.
Che bello quando vedevamo solo viaggiatovi.
Che tempi!

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