domenica 28 luglio 2019

Flussi elettorali. La scimmia nuda vota...

Il conformista. L'eterno boccalone. L'attrazione e la devozione verso il capobranco. Quello del momento, ovviamente. Passata la sua provvisoria stella si passa ad altro cielo. Ad altra isteria collettiva, ad altre fuoco fatuo, altra toccata (senza penetrazione) e fuga.
Stava, anche se non c'era, era di là da venire, l'eterno suo presente è una scossa, un brivido, un bagliore nel buio. È un nastro che si srotola nelle piccole e infami storie di vita quotidiana.
Mussoliniano, certo, poi subito attratto dal lato oscuro della forza del nazismo, dalle adunate oceaniche perfettamente  inquadrate che si perdevano all'orizzonte. Per Stalin giusto uno sguardo voglioso subito distratto dalla luccicanza cromata e sfrontatamente dissipatrice dell'America. Lato USA, ovviamente. E poi breve slancio per l'italianissimo Uomo Qualunque. Fino a stordirsi per almeno vent'anni di DC. A, come dice forse cose così, ma le recita da consumato attore, Almirante. Fascismo in doppiopetto e dalla fine dicitura. Ma nemmeno il tempo di una sveltina. Già spingono alle porte i tardi effetti e postumi del, già orrendo  68. L'onda tardiva. Non sono le cose. Sono i tempi fermentati e qualche volta già marciti. Allora Berlinguer. La sua austera discrezione. La sua assenza di simpatia. Possiede una  (pausa) Personalità. Ah, subito, passando per la simpatia e lo spirito di Andreotti, su Pannella e il suo pagliaccismo Civile e Libertario e Liberista e Libertino ecc. Poi Craxi. Altro antipatico col sopracciglio alzato che rompe schemi, triti riti e coglioni. Non fosse che, come tutti, dicono con le mani in pasta e troppo impastate. Per il nuovo Divo Di Pietro che gli morde le caviglie è l'apoteosi. Il conformista abbandona miti al loro triste destino. Ne assume altri in corsa. Ed è subito Berlusconi.  Lungo intermezzo con qualche occhiolino a Bossi e qualche piedino a Fini. Forse un amorazzo clandestino con l'intelligente D'Alema subito trasformato (son già i tempi dell'internet e degli odii e degli scazzi virali ) in odio verso l'antipatico D'Alema. ( È il tempo, e il mezzo, e il modo e le circostanze e la concatenazione degli eventi in cui si conviene odiare D'Alema, i ciclisti, il buonismo e altre corbellerie simili e conviene citare Tesla, Steve Jobs, su su fino a rasentare scie chimiche, complotti, sbarchi sulla luna e via di lì)  Mentre si guarda intorno e naviga s'imbatte quasi contemporaneamente in Grillo e Renzi. Ci si dividerà accogliendo di loro le numerose consonanze. Poi nel cupio dissolvi della Sinistra, si appoggerà a Renzi. L'antipatico. Il tronfio. L'irridente. Il sarcastico. Ma soprattutto l'uomo di potere. Ci sta fino all'abbandono triste e crudele. Per darsi finalmente al fanculismo. Liberatorio e deresponsabilizzante fino a una dolce ebrezza. Ma poi?  E quel truce e pur simpatico, disumano ma nel suo modo particolarmente accattivante, la sua ferocia spiritosa... il suo fascismo del terzo millennio... è un nuovo Lui.
Lo aspettava lui, l'eterno conformista, Lui.
È l'eterno ritorno del Lato Oscuro della Forza.
Ma cagatevi addosso

Nessun commento:

Posta un commento