
Preso il famigerato Cesare Battisti. Finalmente ritrovata la Unità Nazionale.
Oddio, non che meritasse (per quel che ne sappiamo, certo) altro trattamento un criminale della sua fatta. Certo che il pensiero deve essere rivolto alle vittime dei suoi crimini.
Altrettanto certo che il "fenomeno" ha assunto, specie nei social, specie negli ultimi anni, una forma di virulenza tipica di taluni specifici momenti e talune specifiche atmosfere. Tanto accanimento, tanto accanimento corale, tanta bava alla bocca per un assassino, per quanto efferato, di quasi 50 anni fa, deve s-piegarsi a una lettura più approfondita del tempo, delle pulsioni, dei generici e generalizzati (ri)sentimenti delle masse.
Tali da preoccuparsene, per le sorti della spicciola umanità, del civismo, del degrado morale e retrivo propri dei nostri tristi tempi.
Non è esclusa la componente lombrosiana: odiare, vedere vinto, prima braccato e poi preso e poi "fatto marcire in carcere" (Ministro Interni dixit, povero lui e povero quel Paese che applaude a tanta miseria) il brutto ceffo (brutto e ceffo) che suscita tanta repulsione alla sola vista... beh, rincuora le masse smarrite. Allo stesso modo che il linciaggio del ladro di cavalli rincuorava buoni padri e madri e nonni e zii e tutto il resto, di famiglia nel vecchio west...
È così che tristemente va...
Segue barbarie.
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